Si facevano male ogni volta che si guardavano negli occhi;
Ma entrambi amavano follemente, immensamente, sinceramente, gli occhi dell’altro.
fidati di me.
Mi appoggio a te ogni secondo,ogni minuto.
Tu hai paura,tu sei dubbioso.
E io non so piu che pensare.
[…] Mi hai baciato di nuovo, più a lungo, e non è esistito più niente, era un bacio impregnato di ‘non importa’, ‘andrà bene’, ‘è il nostro segreto’.
Io credo che amare qualcuno, ma amare veramente, significa principalmente autodistruggersi.
non hai nemmeno più l’età per romperti il cuore in così tanti pezzi, perché sei diventata più fragile, mentre correvi di qua e di là a caccia d’amore. Sei diventata più fragile e nemmeno te ne sei accorta. Così fragile da pensare che è meglio una vita così, grigia e triste e con la luce accesa la sera, quando rientri a casa, piuttosto che il solito volo in mezzo alle emozioni che ti lascia stremata e bisognosa di cure, senza nessuno che te le dia, le cure di cui hai bisogno. Con tutti che ne approfittano perché di solito ti presenti come una che sa cavarsela da sé; e nessuno che si accorge che anche basta, non hai più voglia di cavartela da te. La solitudine sono i mille compromessi a cui cedi tra te e te quando giustifichi le mancanze altrui, e ti trovi a battere i piedi come una bambina perché vuoi amore, cazzo, amore e attenzioni e nessuno che capisca quanto, porca puttana quanto, e già mentre fai capricci ti sgridi per niente bonariamente in nome della donna che vuoi essere e non sei. La solitudine è non esistere, come oggi, e sapere con certezza che non se ne accorge nessuno.
Le donne litigano con un’ eleganza incredibile. Riescono a parlarti normalmente anche se desidererebbero ucciderti.
L’anatomia non è una scienza esatta ed assoluta.
Ogni volta che ti sono accanto, ad esempio, ho il cuore in gola.
Un abbraccio è tutto, o forse niente, dipende da te. So solo che il pensiero del tuo corpo sul mio infiamma i miei pensieri.
Ora non ho bisogno di nulla. Un tempo di tutto. Ma allora non ci fu nessuno per me. Ora mi tengo il molto male che nessuno più può togliermi, e il poco bene che nessuno può attribuirsi.